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COME NON PERDERE LE CAUSE: LA GIUSTIZIA PREDITTIVA:

Anche nel nostro Paese si sta prestando sempre maggiore attenzione alla cd. “giustizia predittiva” nell’intento di prevedere l’esito di un giudizio basandosi sull’analisi di tutti i casi precedenti tramite algoritmi.

Come ricordato da Maurizio Carmignani, già nel 2004 un gruppo di professori della Washington University fece esaminare tutti i 628 casi discussi nel 2002 dalla Corte Suprema degli Stati Uniti: gli algoritmi riuscirono a prevedere il 75% dell’esito dei giudizi a fronte del 59% di un gruppo di esperti.

Più recentemente la Corte d’Appello di Brescia in collaborazione con la locale Università degli Studi sta realizzando un progetto pilota, primo in Italia, limitato per il momento al Diritto del Lavoro ed al Diritto delle Imprese, tramite un sito ad hoc, una banca dati di provvedimenti resi nel Distretto per fornire una casistica su cui orientarsi per i giudizi futuri.

Cliccando su Diritto delle Imprese ad esempio, sotto la voce “pratica di prezzi sottocosto” appare la dizione “non è tenuta al risarcimento dei danni l’impresa concorrente che pratichi il prezzo sottocosto”, rimandando ad una decisione del locale Tribunale in tema di concorrenza sleale, che lo esclude.

In tal modo la parte ed i legali che intendano avviare un’azione giudiziaria in materia presso quella Corte avranno subito l’evidenza dell’esito cui andare incontro.

In un futuro gli algoritmi potranno esaminare tutte le sentenze emesse in Italia negli ultimi anni, ad esempio su questo tema dei prezzi sottocosto. E quindi fornire una previsione sull’esito del giudizio. Rendendo così più applicabile l’art. 360 bis c.p.c. che (nel tentativo di deflazionare le oltre 25.000 sentenze che la Corte di Cassazione è costretta ad emanare ogni anno) dal 2009 dichiara inammissibile il ricorso quando la sentenza che si vuole impugnare ha deciso le questioni di diritto conformemente alla giurisprudenza della Corte stessa.

Già adesso Studi legali di maggiori dimensioni particolarmente strutturati si sono dotati di un processore algoritmico interno che, autoalimentandosi con tutti gli atti passati dello Studio, agevola i Legali nella redazione di quelli nuovi, anche con suggerimenti sulla scorta delle esperienze pregresse.

E dopo? Si arriverà alla giustizia robotica, saranno i robot, nei casi standard più ricorrenti e classificabili, ad emettere la sentenza, esaminati in un secondo tutti i precedenti in materia? Nel gioco degli scacchi oramai perde sempre l’uomo.